Archivio per agosto 2010
CREARE FINZIONI
Con una mostra di opere degli artisti Carolina Barbolla, Luca Fiorani, Marco Folchi, Daniel Lifschitz, Cristina Madini, Manuela Sassi, RossoCinabro inaugura lunedì 30 agosto la mostra collettiva ‘Creare finzioni’.
Giocare su un quel piano della realtà che di solito si chiama finzione non significa falsificare la realtà, ma spostarla su un piano diverso, che genera differenza. La finzione è un piano essenziale, non alternativo alla realtà, ma la più estrema e provocante forma di libertà, che l’arte utilizza per caratterizzarsi, mostrando come la diversità degli approcci riesca a contribuire e a comprendere la problematica della mimesi e della finzione in tutta la sua complessità.
A cura di Cristina Madini – Ufficio stampa Tomaso Costa – Organizzazione e Promozione RossoCinabro Via Raffaele Cadorna 28, Roma apertura no-stop da lunedì a venerdì 11:00 – 19:30
ARTMOSPHERE
Con una mostra di opere recenti degli artisti Giovanni Bilo, Maurizio Carpanelli, Valentina Faraone, Alessandra Lampiasi, Cristina Madini, Ferdinando Ragni, RossoCinabro ha inaugurato mercoledì 28 luglio la mostra collettiva ‘Artmosphere’. Sono quasi tutte tele sia di grandi che di piccole dimensioni, Un’immersione nella pittura emotivamente coinvolgente e suggestiva, realizzata solo attraverso una consapevole ricerca artistica ed estetica. L’arte contemporanea è raffinata, è colta e non elitaria, capace di giocare e stupire. E’ tradizione e innovazione, un lusso accessibile. E’ memoria, ironia, etica e tecnica. Uno specchio del futuro.
Maurizio Carpanelli nasce a Bologna nel 1946. La sua caratteristica principale è il dato materico, le paste altissime formano l’immagine quasi in assenza di disegno, per pura vibrazione luminosa: un dato che vale anche come conferma della volontà del pittore di “inventare” l’immagine, di scommettere su di un risultato non sempre prevedibile. Ciò svela la natura più vera della passione di Carpanelli: misurare le proprie emozioni con il metro di una regola alla quale non si può sfuggire, ma che ogni volta è possibile rimettere in discussione, attraverso l’ingegno, il gusto per la sperimentazione e la ricerca, per vedere come va a finire, per poter vedere ancora una volta una piazza, una collina, un volto come se fosse la prima volta.
Nelle tele di Valentina Faraone ritroviamo quella fisicità più drammatica e antica che pensavamo di esserci lasciati alle spalle. La figura umana costituisce il suo tema principale con una personalissima rappresentazione dell’esistenza, la tensione si avverte tanto nella fisionomica alterata, che nella stesura dell’impasto coloristico.
Diceva Baudelaire: ‘nel colore si trovano l’armonia, la melodia e il contrappunto’. La frase riporta ai quadri di Alessandra Lampiasi. La sua pittura tende a proiettarsi in un’area visionaria di forme e di colori, non contemplativa. Assenza di ombre e colori vicini che si sovrappongono senza nessuna ansia di finito. Colori puri, rossi, neri e il verde dominante del fondo che determina il tono espressivo, vivono di una vibrazione autonoma, tanto da rendere il contenuto dell’opera estremamente mobile.
Cristina Madini, Nasce a Roma nel 1961. Dopo la laurea in Architettura si è occupata principalmente di pittura. Madini pittrice si nota in occasione di una mostra che inaugurava alla Biblioteca Ostiense nel giugno del 2003. In questa personale si leggeva con chiarezza quella frantumazione della memoria o dissoluzione dei ricordi, che diventerà poi una peculiarità costante; pittrice figurativa, ma dove la figurazione viene sottoposta a scomposizioni analitiche. Madini era già, nella memoria, una viaggiatrice, soprattutto verso i paesi d’oriente. Legge molti libri e in questo senso il suo immaginario è stimolato da diverse e complesse fantasticazioni che pulsano nelle sue tele, quasi un furore barocco, mediato da un’autonomia di natura surreale.
Parallelamente alla sua carriera di pittrice si svolge quella di curatrice con la mostra sul Dualismo nella la Biblioteca Elsa Morante in collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma (2005). Nel 2006 Le stanze segrete collettiva esposta nelle Biblioteche Comunali di Roma Elsa Morante e Corviale. E’ stata una delle fondatrici dell’Associazione Espressioni d’Arte, ricoprendo per un anno il ruolo di VicePresidente. Attualmente sotto la sua direzione artistica ha preso vita un nuovo progetto espositivo con un ricco e variegato programma di mostre presso la Galleria RossoCinabro a Piazza Giuseppe Mazzini, 6 Palombara Sabina (RM) e quella di Via Raffaele Cadorna, 28 a Roma.
L’importanza del rapporto con il vero nelle opere di Ferdinando Ragni, si tratti della raffigurazione di oggetti, di paesaggi o di figure, produce tele in cui l’armonia cromatica del tonalismo di matrice realista si accompagna ad una spiccata capacità di creare atmosfere di palpabile intensità.
A cura di Cristina Madini
Ufficio stampa Tomaso Costa
Via Raffaele Cadorna, 28 00187 Roma
tel. 06 60658125 cell. 3343422616
da lunedì a venerdì 12:00 – 19:30
ingresso libero
FINO AL 27 AGOSTO 2010
IMPRECISIONI
IMPRECISIONI
12 –23 luglio 2010
a cura di Cristina Madini
Con una mostra di opere recenti degli artisti Carolina Barbolla, Philippe Bassett, Francesco Contarini, Gianpiero De Gruttola, Américo Di Gregorio, Claudio Missagia e Cristina Madini che è anche la curatrice, RossoCinabro ha inaugurato lunedì 12 luglio la mostra collettiva ‘Imprecisioni’. Sono quasi tutte tele ad olio sia di grandi che di piccole dimensioni, presente anche qualche incisione su legno ed opere di tecnica mista.
E’ un viaggio come dice il titolo nell’imprecisione, non intesa come superficialità o mancanza di accuratezza, ma come tratto o colore inesatto, poco preciso, direi imperfetto.
Sono linee dell’anima, situazioni della vita di ognuno. Vani estetismi, linee talvolta evase, talvolta vacue per ritornare con tratti imprecisi nella visioni di questi artisti.
Artisti ai quali non interessa l’illusione suscitata dalla pittura, ma nel nome di una assoluta libertà espressiva, con diversi stili e modi di interpretare il moderno anti-naturalismo mantengono l’attinenza col soggetto. Non limitano le possibilità creative che la figurazione impone, ma mettono in gioco la propria sensibilità, rompendo quelle regole e quei confini considerati invalicabili, distraendosi dal reale e proiettando sulla tela quello che i loro occhi, unici selettori, interpretano.
La più giovane Carolina Barbolla è un’artista di Roma di 17 anni. Sta studiando Grafica pubblicitaria. La sua tecnica è l’acrilico. L’arte di Carolina è tutta giocata sui ritmi, sul movimento, sulla tensione delle forme, che si evidenzia nell’universo variato e complesso della sua pittura. L’atto pittorico, pur rimanendo fondamentalmente astratto, diventa carico di impulsi immaginifici e suggestioni.
Philippe Bassett nasce a Parigi nel 1955. Inizia nel 1975 la sua partecipazione a rassegne ed esposizioni. La sua tematica è varia ed affida alla fantasia la caratterizzazione dei motivi che più frequentemente ricorrono nelle sue opere. E’ un artista chiaramente influenzato dalle avanguardie storiche dei primi del novecento, la sua pittura ad olio su tela ha un cromatismo forte e contrastante. Bassett interpreta la pittura per grandi cicli pittorici; significativi quelli dedicati alle stagioni, al circo a Venezia, molto interessanti per l’ordine compositivo.
Maurizio Carpanelli nasce a Bologna nel 1946. La sua caratteristica principale è il dato materico, le paste altissime formano l’immagine quasi in assenza di disegno, per pura vibrazione luminosa: un dato che vale anche come conferma della volontà del pittore di “inventare” l’immagine, di scommettere su di un risultato non sempre prevedibile. Ciò svela la natura più vera della passione di Carpanelli: misurare le proprie emozioni con il metro di una regola alla quale non si può sfuggire, ma che ogni volta è possibile rimettere in discussione, attraverso l’ingegno, il gusto per la sperimentazione e la ricerca, per vedere come va a finire, per poter vedere ancora una volta una piazza, una collina, un volto come se fosse la prima volta.
Francesco Contarini, pittore autodidatta, espone due acrilici su tela. I colori puri, il segno marcato, donano carattere e dinamicità ai suoi personaggi. La sincerità con cui dipinge fa si che i suoi personaggi prendano forza nell’imprecisione delle loro forme, riportando alla mente alcune esperienze dell’Art Brut. Queste opere sono fortemente istintive, spontanee. La sua istintività diventa dinamismo, l’ingenuità chiarezza.
Gianpiero De Gruttola nasce ad Avellino nel 1983. Trasferito a Torino sta ancora frequentando il corso di pittura presso l’accademia Albertina. I suoi lavori sono parte di progetti in divenire. L’opera presentata in questa mostra è ‘Circle line’ un doppio ritratto ad olio e smalto su tela; un Giano bifronte, nel quale l’artista si dibatte sul tema della dicotomia dell’essere. Passato e futuro, ciclo sonno veglia, sogno e realtà e con essi la ricerca e la creatività determinano la necessità di scandagliare nel profondo dell’animo una ridefinizione del sé, dell’essere e del sentire opponendosi come aveva bene visto Montale al vaticinare di un pragmatismo e di un materialismo soffocanti.
Américo Di Gregorio nasce in Venezuela. Arrivato in Italia a Roma, si ritrova tra artisti anche famosi come Turcato e Vedova. Un segno sottile, sofisticato, concettuale e poetico allo stesso tempo contraddistingue il tratto incisorio di Américo Di Gregorio, un intervento effettuato su supporto di compensato sul quale poi l’artista interviene con colori quasi sgocciolati e non sempre tesi a campire circostanziate zone iconiche. Il più delle volte, infatti Di Gregorio, sconfina volutamente i margini delle forme inondando di armoniose cromie figure umane in movimento che sembrano accavallarsi, scontrarsi, incontrarsi. Corpi in movimento e coinvolti, forse loro malgrado, nella vita che è drammatica, che è lotta, che è urlo.
Alcuni quadri sembrano dei “non finiti” ed in questi la sensibilità così risparmiata si avvalora giocando rimandi mentali quali brevi sequenze formali date con estrema raffinatezza così come raffinato è l’aspetto semantico che muove il nostri artista, cosi vicino alla verità delle cose, anzi identificato in esse mediante un fare discreto, silenzioso, meditativo.
L’atteggiamento esistenziale e linguistico di Américo, del resto, si afferma in maniera autonoma; egli, infatti, afferma i propri valori attraverso i mezzi visivi adoperati che spesso lo situano su fronti espressivi atti a rinnovare in modo quanto mai originale visioni arcaiche. Molti suoi lavori possono dirsi graffiti metropolitani cui si coniugano risonanze ancestrali quali esiti di una realtà astratta fino alle se forme essenziali, più recondite e, proprio per questo, in grado di esprimere la vera essenza di quella stessa realtà.
Claudio Missagia nasce a Valdagno nel 1959, ma a Venezia trae la sua ispirazione. Muovendosi tra astrazione e figurazione, la pittura di Claudio Missagia utilizza diverse tecniche, dal collage al fluire libero della pittura fino all’utilizzo di inserimenti di elementi ornamentali. I temi preferiti riguardano la natura morta, i tappeti, antichi documenti, lettere e mappe. Attualmente lavora anche per acquisire le trasparenze fredde e delicate di vetri, lampadari, bottiglie ecc.
Cristina Madini, Nasce a Roma nel 1961. Dopo la laurea in Architettura si è occupata principalmente di pittura. Madini pittrice si nota in occasione di una mostra che inaugurava alla Biblioteca Ostiense nel giugno del 2003. In questa personale si leggeva con chiarezza quella frantumazione della memoria o dissoluzione dei ricordi, che diventerà poi una peculiarità costante; pittrice figurativa, ma dove la figurazione viene sottoposta a scomposizioni analitiche. Madini era già, nella memoria, una viaggiatrice, soprattutto verso i paesi d’oriente. Legge molti libri e in questo senso il suo immaginario è stimolato da diverse e complesse fantasticazioni che pulsano nelle sue tele, quasi un furore barocco, mediato da un’autonomia di natura surreale.
Parallelamente alla sua carriera di pittrice si svolge quella di curatrice con la mostra sul Dualismo nella la Biblioteca Elsa Morante in collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma (2005). Nel 2006 Le stanze segrete collettiva esposta nelle Biblioteche Comunali di Roma Elsa Morante e Corviale. E’ stata una delle fondatrici dell’Associazione Espressioni d’Arte, ricoprendo per un anno il ruolo di VicePresidente. Attualmente sotto la sua direzione artistica ha preso vita un nuovo progetto espositivo con un ricco e variegato programma di mostre presso la Galleria RossoCinabro a Piazza Giuseppe Mazzini, 6 Palombara Sabina (RM) e quella di Via Raffaele Cadorna, 28 a Roma.
Ufficio stampa Tomaso Costa
Via Raffaele Cadorna, 28 00187 Roma
tel. 06 60658125 cell. 3343422616
da lunedì a venerdì 12:00 – 19:30
ingresso libero

