RossoCinabro

Arte Contemporanea Roma

Archivio per marzo 2011

PROVOCAZIONI CROMATICHE

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Rinascita di Kumudra olio su tela 80x100

10 – 26 febbraio 2011

Non riesco a dipingere altrettanto bene, ma mi concentro talmente, che mi lascio andare senza pensare ad alcuna regola. … Ho deciso adesso, per partito preso, di non tracciare mai più un quadro col carboncino. Non serve a nulla: bisogna attaccare il disegno con il colore stesso, per disegnare bene. …(Vincent Van Gogh – Arles sett. 1888)

E ancora ….  ‘Attualmente … non seguo alcun sistema di pennellata. Picchio sulla tela a colpi regolari, che lascio tali e quali’. Degli impasti, degli spazi sulla tela coperti, qua e là,  delle zone lasciate del tutto incomplete, delle riprese, delle violenze; il risultato che ne esce è, almeno penso, abbastanza inquietante e provocante: tale da indisporre persone che hanno idee preconcette sulla tecnica’. (Vincent Van Gogh)

Le tinte audaci e le narrazioni convincenti sono un esempio perfetto di ciò che rende così affascinante l’arte contemporanea. Contemplazione e riflessione attraverso un’immersione dello sguardo nelle profondità del colore. Puro istinto creativo per indurre un senso di meraviglia nel pubblico, così l’artista può dare agli altri ciò che nel mondo prima non c’era.

Nello spirito di promuovere lo scambio artistico in tutta Italia, RossoCinabro si pone tra le gallerie più attive a Roma nell’ambito del contemporaneo. Gli amanti dell’arte si sono oramai innamorati delle selezioni che di volta in volta RossoCinabro offre ai suoi visitatori, con un’attenzione particolare non solo alla cultura ma anche al mercato, proponendo opere alla portata di tutti. Per approfondimenti sul sito della Galleria potrete trovare notizie su ogni artista.

Opere di: Roberto Balducci, Alessandro Bianchi, Enzo Cammareri, Margherita Cavalet, Umberto Cesino, Gianpiero De Gruttola, KumudraIda Monopoli, Loredana Mortellaro, Rosalorenza,  Daniela Rosignoli, Igor Scardanzan, Martina Tapinassi.

THOUGHTS OF CROSSIN

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Intorno a Lei di Annamaria Biagini mista su carta

10- 22 gennaio 2011

 

Siamo quello che pensiamo. Tutto ciò che siamo nasce con i nostri pensieri. Noi creiamo il nostro mondo. (Buddha)

‘Thoughts of crossing’ Parliamo di pensieri veloci in un mondo che accelera, lasciati sulla tela o su un foglio, impressioni finite, immediate, gettate con tratti veloci e sicuri, e di tutti quei lavori su temi poi abbandonati che hanno avuto però un’importanza fondamentale nello sviluppo successivo della vostra ricerca artistica. Gli artisti nelle opere esposte hanno lasciato domande, spunti, riflessioni attorno a  temi che non sempre sono riusciti ad approfondire, ma che hanno lasciato  comunque un segno, tracciato un solco,  la via e sono diventati  elementi indispensabili per ognuno di loro nella ricerca che hanno intrapreso.

 

A cura di Cristina Madini

Opere di: Federica Allen Scott, Annamaria Biagini, Mario Leonardi, Cristina Madini, Claudio Sireci.

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Federica Allen Scott (Londra 1961) Nasce a Londra da padre inglese e madre italiana, qui si diploma al Chelsea College of Art and Design. Ha vissuto e lavorato tra Londra e Roma.  Il suo lavoro nasce come pratica multidisciplinare, interessata ai più diversi linguaggi espressivi, con l’intento, in origine, di indagare il tema dell’identità da un punto di vista prevalentemente esistenziale, psicologico e filosofico. Di conseguenza, concetti come frammento, memoria e natura sono aspetti centrali del suo discorso, ma hanno  dato vita, di volta in volta, ad ulteriori suggestioni nella sua ricerca.

Le immagini  realistiche dialogano con intenzioni  indefinite, spesso diventano forme astratte più o meno connotate, così da oscillare tra comprensione ed astrazione, tra realtà e surrealtà in termini magrittiani.

Negli ultimi lavori, l’indagine sulla città, su cui Federica posa lo sguardo veloce, prendendone le energie lasciate come segno del passaggio umano, diventa nella scomposizione e frammentazione della realtà, lo spazio evocativo di sentimenti e memorie, vero  e proprio ‘ritratto dinamico’ di Roma. Vive e lavora a Roma.

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Annamaria Biagini (Livorno 1960) Autrice fantastica  fino al midollo, intensamente conscia dei propri strumenti espressivi   Annamaria Biagini con  ‘Babudrus’  rappresenta  in modo geniale un mondo impossibile, un’architettura irreale, fantastica  che  incanta  e sconcerta  l’uomo affascinato dal surreale e, al tempo stesso, ne soddisfa il bisogno di ordine e di equilibrio. Traspaiono dall’opera e dalle invenzioni di questa artista i suoi molteplici interessi e le variegate fonti di ispirazione, si potrebbe citare il raffinatissimo Klee, Chagall, Kandinsky e la stessa Niki de Saint Phalle… L’opera della Biagini appartiene  dunque all’immaginario e fa  riemergere ricordi lontani, sensazioni, sogni, fiabe, racconti antichi ambientati in un mondo quasi metafisico che vive però di  realtà quotidiana. In ‘Babudrus’ c’è tutto il creato, tutta la natura terrena e celeste: alberi, fiori, foreste, stelle.  L’incanto  nasce proprio da questa atmosfera immaginifica, fiabesca e metafisica ottenuta attraverso la ‘conflagrazione’ di elementi del reale noti a tutti.

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Mario Leonardi (Palermo 1965) Si laurea in architettura a Palermo nel 1991 ed esercita la professione nell’ambito della progettazione architettonica, urbanistica e design d’arredi; nel 2001 consegue l’abilitazione all’insegnamento di storia dell’arte e disegno. Dal  2006 si accosta alla pittura, realizzando il primo dipinto su tavola di legno. Partendo da una sperimentazione sugli elementi della natura e astraendoli con il colore e la  sua materia, la superficie delle tavole è riempita di colore piatto e bidimensionale, un’onda cromatica che tutto assimila, consentendo alla diffusione del flusso di vernice di creare un’immagine. I solchi, le scabrosità, gli strati, le tensioni che ne scaturiscono sono in contrasto con la ricerca della luce, della trasparenza, della quiete e contemporaneamente un’apertura verso il trascendente. I colori forti, spesso primari, sono stesi sulle tavole diventandone l’aspetto centrale, un’esplosione sulla  loro libertà. La sperimentazione è sempre presente, accompagnata dalla contrapposizione dell’intero al frammento. Nell’’ultima serie di opere, intitolata “La Città e Oltre”, lo spazio urbano rappresenta un pretesto per indagare  l’animo umano, le sensazioni  che intercorrono con gli elementi  della natura e le loro metamorfosi. Contemporaneamente appare una costruzione dello spazio per masse e piani, utilizzando varie tipologie di rappresentazione.

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Cristina Madini (Roma 1961) Dopo la laurea in Architettura si è occupata principalmente di pittura. Madini pittrice si nota in occasione di una mostra che inaugurava alla Biblioteca Comunale Ostiense  di Roma nel giugno del 2003. In questa personale si leggeva con chiarezza quella frantumazione della memoria o dissoluzione dei ricordi, che diventerà poi una peculiarità costante; pittrice figurativa, ma dove la figurazione viene sottoposta a scomposizioni analitiche. Madini era già, nella memoria, una viaggiatrice, soprattutto verso i paesi d’oriente. Legge molti libri e in questo senso il suo immaginario è stimolato da diverse e complesse fantasticazioni che pulsano nelle sue tele, quasi un furore barocco, mediato da un’autonomia di natura surreale. Parallelamente alla sua carriera di pittrice si svolge quella di curatrice con  la mostra sul Dualismo nella la Biblioteca Elsa Morante in collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma (2005). Nel 2006 Le stanze segrete collettiva esposta nelle Biblioteche Comunali di Roma Elsa Morante e Corviale. Importanti esperienze in Associazioni artistiche si sommano all’esperienza già maturata nell’Organizzazione di Eventi e Fiere. Attualmente sotto la sua direzione artistica ha preso vita dal 2008 un nuovo progetto espositivo con un ricco e variegato programma di mostre. Vive e lavora a Roma.

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Claudio Sireci (Viterbo 1962) Pittore autodidatta ha la fortuna di incontrare il maestro Enzo Maria Mattioli. Frequenta il suo studio “Il Paradosso” come ragazzo di bottega. Qui studia, impara, ricerca. Nasce ed evolve un dialogo concreto tra loro che Claudio assorbirà nel tempo e del quale farà tesoro per la sua arte futura. Alcuni suoi lavori danno vita a sagome oniriche, rimandanti all’inconscio e quasi surreali: nei suoi paesaggi serali, sulle sue spiagge e anche sulle persone e gli oggetti, emerge una luce chiara e bella che rivive nella luna. C’è un alone di sogno, viaggio e volo che circonda l’opera impressa su carta e tela. Non rimane incollato ad una tecnica specifica. Anche se l’acrilico lo ha accompagnato negli anni nella sua ricerca della versatilità, utilizza altri materiali: matite, pastelli, carta, colla, iuta, sabbia. Vive e lavora a Viterbo.

MOVING IDEAS

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Proiezione artificiale di Gabriele Tamburini dittico su tele 120x120 acrilico

 

 

 

MOVING IDEAS

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Cos’è Moving ideas?  Il desiderio di condividere un percorso nel contemporaneo, senza forzare una lettura univoca. La volontà di creare un dialogo con i visitatori, un confronto continuo, senza imbalsamare le opere in una lettura che resti immutata. Un  “work in progress”, poiché intendiamo nel futuro continuare ad accogliere e testimoniare i nuovi percorsi che l’arte d’oggi va esprimendo nella sua evoluzione, percorsi che obbligano  gli artisti a misurarsi con nuovi punti di vista, con nuovi materiali, con nuovi processi mentali, con il senso di una società in cui la velocità del cambiamento non permette ritmi più lenti di riflessione sulla realtà. Artisti presenti: Barbara Bertoncelli, Antonio Cersosimo, Cosimo Massimo Cavallo, Nicola Giampietro, Stefania Gravili, Cristina Madini, Lunia Marchetti, Donato Marrocco, Daniela Rebecchi,  Giacomo Sonaglia, Gabriele Tamburini , Alessandro Trani, Ninni Trifirò.

A cura di Cristina Madini

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Barbara Bertoncelli (1972). Fotografa e Medico Psichiatra, filtra  lo spazio del mondo attraverso l’obiettivo. Incuriosita dall’essere umano nelle sue molteplici sfaccettature lo osserva da molteplici punti di vista. Nel fotografare persone e cose,  esaltando l’essenza intima e  l’emozione che essi trasmettono, cerca di catturare l’istante  per arrivare allo stato d’animo evidenziandolo nella felicità e drammaticità  delle situazioni che la vita gli riserva.  La capacità  di riprendere perfettamente l’emozione è segno  di  forte talento ed empatia, oltre che a una sua straordinaria sensibilità  percettiva e comunicativa. Vive e lavora a San Cesario (MO).

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Antonio Cersosimo (1945) Scultore. Compiuti gli studi professionali, lascia la Calabria, terra ricca di antiche testimonianze storiche e il suo mare che lo avevano ispirato sin dalla giovane età per sperimentare nuove ricerche artistiche frequentando le fonderie di Bari, Napoli e Roma. Nella capitale ha la fortuna di conoscere Pericle Fazzini dal quale riceve stima e ammirazione per le sue sculture sinuose e originali. Lavora in seguito presso i laboratori di marmo di Carrara, Pietrasanta e Massa presso Soldani Dei Manfredi. Durante questa esperienza matura nel Cersosimo la ricerca di una propria identità, di un proprio stile personale. Nasce l’arte ragionata: la jonicità dello stile. Sono di questo periodo le opere inneggianti alla vita, rinvenuti dalla memoria del passato.La sua jonicità è fisionomica, fatta di paesaggi e figure estrapolate dalla retroterra del Cersosimo, di morbidezza delle linee delle forme, e sopratutto di un nuovo umanesimo che è la sua forte e autentica proposta. La sua ricerca della continuità della linea acquista una dimensione infinita, protesa al riscatto della bellezza e dell’amore per la vita. Nel corso degli anni numerosi sono stati i premi riconosciutigli. Ha rappresentato la scultura italiana a Dallas  “Ajat” 1993, New York, Stoccolma e Budapest. Hanno parlato di lui le più importanti riviste d’Arte. Ha realizzato su commissione opere per Enti pubblici e privati. Vive e lavora a Roma.

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Cosimo Massimo Cavallo (Torino 1969) E’ la ricerca sull’uomo, nelle espressioni del volto e del corpo che vedono determinare la sua crescita artistica. Ha iniziato, e rimane la sua principale passione, con il figurativo, con lo studio del corpo umano e con la sua rappresentazione nello spazio e nelle forme. Matita, carboncino, pastelli ad olio e olio sono i materiali che usa, senza particolari preferenze dell’uno rispetto all’altro. Dipinge da oltre 15 anni. Vive e lavora a Sangano (TO).

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Nicola Giampietro (Livorno 1945) Laurea in Ingegneria, si interessa all’arte dal 1975.  Da quell’anno e fino ad oggi  la sua produzione artistica  si compone oltre che di opere realizzate ad olio anche di numerosi disegni a carboncino. Linee allungate, curve, ondivaghe, linee spezzate o sovrapposte che prendono la forma di un volto. Dalle prime sagome ben delineate, potenti nel disegno con una concezione divisionista del colore e una rappresentazione cubista della forma che ricordano le opere di Gino Severini, Giampietro negli ultimi tempi tende alla sintesi, l’abbreviazione e la stilizzazione, fino alla deformazione espressiva che lascia emergere l’aspetto enigmatico. Ha esposto più di quaranta opere nella sua ultima personale ‘Femmes’ nella Galleria RossoCinabro, ottobre 2010. Vive e lavora a Roma.

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Stefania Gravili Fotografa di origine pugliese. Studia pittura  all’Istituto Statale D’Arte  di Lecce. Successivamente  si trasferisce a Milano dove studia fotografia all’Istituto  Europeo di Design. Diventata fotografa professionista si specializza  in still life e fotoritocco. Insegna Tecnica Fotografica a Milano in un Istituto Tecnico  Statale Multimediale per il cinema e la televisione. Nel 1998 ha  pubblicato per la Casa Editrice Hoepli il primo libro di testo di fotografia  per gli studenti della Scuola Pubblica Italiana, intitolato “Tecnica Fotografica” e definito sulle pagine di Fotografia Reflex, come “un testo che ha colmato una lacuna editoriale storica nel nostro paese”. Nel 1999  inizia  a  collaborare con la rivista Progresso Fotografico (attuale PCPhoto)  curando  fino al 2002 la rubrica  intitolata  Fotodidattica. Vive e lavora a Milano.

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Lunia Marchetti (Ferrara 1950) Diplomata all’Acca­demia di Belle Arti di Bologna, allieva di Mandelli e Bottarelli. Marchetti rende con una notevole forza espressiva  il senso del confine e dello scontro fra gli elementi vitali: terra, aria e acqua con il loro dispiegarsi di colori violenti, nelle atmosfere al tramonto,  nella infinita distesa delle acque. La luce è forte, ha  un dominio potente del colore, un senso  cromatico che spinge i contrasti fino all’estremo confine tollerabile dall’occhio senza dissidio, senza disturbo della serenità, fino al punto in cui la luce riesce a trasfigurare l’immagine intera.  Si sentono gli dei dietro il cielo e sotto la superficie increspata delle onde, si  intuiscono  presenze appartate, si  indovinano perfino i profumi portati da un vento presente, sempre, e quasi visibile nelle striature del cielo, nelle velature del mare. Marchetti ha scelto come punto di vista quello delle creature, dei pesci che si nutrono della luce nei colori mutevoli dell’acqua. Un punto di vista umile ma intenso e consapevole, quello di chi fa la parte integrante della natura e perciò può capirne l’anima vasta e profonda.Vive e lavora a Ferrara.

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Donato Marrocco (Frosinone 1986) Laurea in Decorazione presso l’Accademia Belle Arti di Frosinone. Ha realizzato le scenografie per lo spettacolo “Rapsody in blue” cinema teatro Nestor Frosinone. Nel 2003 ha  tenuto un laboratorio didattico di incisione all’interno della mostra di Picasso nella villa comunale di Frosinone. Nel 2004 è stato  Responsabile tecnico del montaggio delle opere relative alla mostra “Joan Mirò alchimista del segno”, Villa Olmo Como, nel 2005 alla mostra “Pablo Picasso I luoghi e i riti del mito” Complesso monumentale di S.Sofia Salerno. L’opera di  Marrocco  procede dall’astrazione “organica” a presenze figurali, gestuali, materiche e talora polimateriche: i suoi lavori sono evocazioni legate all’uomo e alla natura, proiettate in dimensioni molteplici che dalla delicatezza passano alla veemenza, dalla leggerezza impressionista all’astrazione gestuale, da codici criptici a elaborazioni calligrafiche. Quasi a indicare, nella sua complessità, l’orizzonte psichico ed emotivo dell’individuo, oppure il suo diario di viaggio, la collana dei suoi ricordi, la fragranza delle sue sensazioni. Vive e lavora a Frosinone.

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Daniela Rebecchi (Roma 1951). Inizialmente autodidatta. Dopo alcune personali e collettive negli anni settanta (Personali al Teatro Tenda di P.zza Mancini, Selezione primo Trofeo Circo delle Amazzoni 1977, collettive in piccole gallerie), ha sospeso queste partecipazioni, pur continuando a dipingere e seguendo lezioni private di pittura e disegno.  Attualmente studia Discipline Pittoriche alla Scuola di Arti Ornamentali del Comune di Roma con il Prof. P. Simoncelli. Vive e lavora a Roma

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Giacomo Sonaglia (Roma 1950) Negli anni ’70 compie gli studi artistici e coltiva la passione pittorica contemporaneamente al lavoro di pubblicitario. La  pittura nel periodo della  sua formazione artistica, come l’altra faccia della medaglia e come mezzo di “riflessione…sull’essenza dell’arte… e della sua storia” (Calvesi). Al concettualismo delle neoavanguardie, l’artista oppone un dichiarato e palpitante piacere della pittura, superando in tal modo la tendenza ostentatrice del “nuovo a tutti i costi”, una formula che continua ancora oggi e che in taluni casi ripete stancamente se stessa. Attraverso la magia creatrice offerta dal disegno e dalla pittura invece, Sonaglia dà  luogo ad un nomadismo culturale che gli consente di ripercorrere gli esiti più significativi della storia dell’arte. Artista maturo e colto, Giacomo Sonaglia pur scegliendo di non distaccarsi mai dall’ oggettività è stato in grado, attraverso la sperimentazione e la ricerca in pittura, di rinnovarsi continuamente esprimendo in questo modo la propria libertà e profonda sensibilità di creativo.Vive e lavora a Roma.

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Gabriele Tamburini (Roma 1972) Lavora come web designer per il Ministero dei Beni e le Attività Culturali, si è diplomato alla Scuola Internazionale di Comix di Roma, ha pubblicato illustrazioni e vignette su alcuni quotidiani nazionali, ha partecipato a numerosi eventi espositivi in Italia e all’estero, tra cui va segnalata la Biennale Internazionale di Pechino del 2010. Artista figurativo che esplora la dimensione della contemporaneità sperimentando soluzioni originali ed eterogene attraverso l’utilizzo delle diverse tecniche artistiche: dall’olio all’acrilico, dalla china ai papiers collès.  Sono donne, volti, feticci del desiderio, ma anche icone pop dei nostri giorni i soggetti dell’universo pittorico di questo artista; figure, segni e gesti che emergono plasticamente dal supporto bidimensionale della tela o del foglio su cui con matita e carboncino si esprime appieno la sua originaria formazione di designer, grafico, fumettista, di creativo nel senso pieno del termine. La sua arte emozionante e suggestiva specialmente nei chiaroscuri monocromatici dei suoi disegni si fa più cruda e più immediata nei dipinti, chiaramente significativi del tempo che stiamo vivendo. Tra le componenti del linguaggio pittorico di Tamburini la fotografia, lo studio del nudo, l’utilizzazione artistica del fumetto e dei newspaper, che entrano materialmente nell’opera come elementi presi a prestito dalla società dei consumi ormai entrata in crisi, svolgono il ruolo principale fondendosi nelle sue tele anche di grandi dimensioni. ll suo modus operandi si concretizza in opere che riflettono e rielaborano il clima artistico della street culture dell’America degli anni settanta, ma anche di graphic artists, contemporary artist and painter  più recenti quali: Danijel Zezelj, Guy Denning, Jonathan  Howard, Joshua Petker, Erik Otto, Hush, Greg Gossel.

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Alessandro Trani E’ nato artisticamente nella galleria dell’amico pittore Gene Pompa.  Ciò che colpisce nelle sue opere è la ricerca incessante dell’infinito che si intravede laddove il cielo e il mare paiono congiungersi in un afflato d’amore. La straordinaria capacità dell’artista di utilizzare con disarmante naturalezza il colore dà alle sue opere una varietà di livelli di lettura che permettono a qualsiasi fruitore, in base alla sua preparazione e al suo gusto, di scorgere un mondo che si allarga man mano fino a fargli sentire le vertigini di un universo nascosto pulsante di vita. Vive e lavora a Roma.

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Ninni Trifirò (1941) Artista digitale. Era il 1965, quando Ninni Trifirò, che aveva già dipinto pannelli decorativi della Cuba, ad appena 24 anni, fu spinto dagli amici ad esporre le sue opere a Villa Sperlinga. «Venticinque quadri, tutti venduti – racconta – e con il ricavo mi comprai la prima Fiat 500». Fu la sua prima ed unica mostra: un grande successo, nemmeno lui forse ci credeva. Conserva  ancora il testo della brillante recensione che mi fece la critica d’arte Maria Poma Basile a Radio Rai, dedicandogli tutto lo spazio.  Fu preso dal lavoro, nel tempo libero dipingeva e regalava quadri che piacevano a tutti. Da più di dieci anni, ormai, ha abbandonato definitivamente i pennelli, i colori e le tele e si è buttato con tutta la sua passione nell’arte digitale. Opera sull’immagine creando lavori dal carattere onirico, con soggetti replicati quali uccelli antropomorfi e sottili illusioni ottiche. I colori sono nitidi e brillanti, che amplificano l’effetto favolistica non comune in un dialogo ininterrotto tra il libero fluire  dell’intuizione e l’intento di dare corpo a un racconto coerente. Vive e lavora a Palermo.

RossoCinabro

Via Raffaele Cadorna, 28

00187 Roma

tel. 06 60658125

www.rossocinabro.com

rossocinabro@gmail.com

orario: 12:00 – 19:30

da lunedì a sabato

opening lunedì 13 dicembre  ore 12:00

incontro con gli artisti sabato 18  ore 18:00

ingresso libero

tate ascoltando: Julia di Ludovico Einaudi

come raggiungerci

Metro A e B (Termini)

Autobus:

Fermata Via Piave 38, 86, 92, 217, 360, M

Fermata Via XX Settembre 16, 30, 36, 60,

61, 62, 84, 90, 492

Fermata Piazza Fiume 120, 490, 491, 495

Scritto da rossocinabropress

marzo 3, 2011 alle 7:37 pm

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