Archive for the ‘Senza Categoria’ Category
CO-EXISTENCE
In occasione della 6° Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI, la Galleria RossoCinabro presenta opere recenti degli artisti: Salvatore Alessi, Tommaso Arcella, Carolina Barbolla, Elena Candoli, Maria Luisa Caputo, Gianpiero De Gruttola, Giuseppe Dente, Veronica Francione, Stefania Gravili, Cristina Madini, Sergio Muntoni, Mirella Orlandini, Maricel Paraje, Daniele Perilli, Lucrezia Scotellaro, Renato Tagliabue.
Risulta evidente che la coesistenza di vari linguaggi artistici che si mettono in correlazione, si compenetrano e si integrano, diventa un parametro importante nella comprensione e valutazione di espressioni artistiche di realtà culturali diverse come strumento in grado di fornire una chiave di lettura unitaria. L’attenzione ai diversi linguaggi, la conoscenza e lo scambio con gli altri trovano modalità concrete e canali privilegiati di realizzazione proprio nei linguaggi artistici ed espressivi.
Verso questa direzione conciliatrice, va letta, dunque, la capacità metamorfica dell’arte, sempre più tesa a scandagliare nelle dinamiche e nelle alterne coesistenze di sistemi oppositivi il rispetto e il riconoscimento dell’alterità che fatica e richiede una più matura riflessione. Aspirare ad avviare e a promuovere, passo dopo passo, la ricerca di una ragione comune, può infatti rendere conto di nuove possibilità di confronto e di crescita culturale.
A cura di Cristina Madini
Organizzazione e promozione RossoCinabro
Ufficio stampa Tomaso Costa
RossoCinabro
Via Raffaele Cadorna 28 – 00187 Roma
Tel. 06 60658125
da lunedì a venerdì 12:00 – 19:30
ingresso libero
opening lunedì 27 settembre ore 18:00
incontro con gli artisti sabato 9 ottobre ore 18:00
PRIMI PIANI
Galleria RossoCinabro
Via Raffaele Cadorna 28, Roma
PRIMI PIANI
13-23 settembre 2010
a cura di Cristina Madini
opening ore 17:00
ingresso libero
Mostra dedicata al ritratto. Ancora oggi l’uomo e il volto dell’uomo tornano ad essere al centro del dibattito contemporaneo. Oggetto di ricerche artistiche da sempre, anche nelle forme più estreme e disturbanti della body art fino agli esperimenti di chirurgia artistica, al cyber-corpo ai volti mutanti ecc, appare ancora un qualcosa di non identificato, involucro dell’identità sempre più incerta e frammentaria di oggi.
In esposizione opere di: Gianpiero De Gruttola, Américo Di Gregorio, Gianluca Mantovani, Eva Pianfetti, Angela Valentini.
Gianpiero De Gruttola nasce ad Avellino nel 1983. Trasferito a Torino sta ancora frequentando il corso di pittura presso l’accademia Albertina. I suoi lavori sono parte di progetti in divenire. L’opera presentata in questa mostra è ‘Circle line’ un doppio ritratto ad olio e smalto su tela; un Giano bifronte, nel quale l’artista si dibatte sul tema della dicotomia dell’essere. Passato e futuro, ciclo sonno veglia, sogno e realtà e con essi la ricerca e la creatività determinano la necessità di scandagliare nel profondo dell’animo una ridefinizione del sé, dell’essere e del sentire opponendosi come aveva bene visto Montale al vaticinare di un pragmatismo e di un materialismo soffocanti.
Américo Di Gregorio nasce in Venezuela. Arrivato in Italia a Roma, si ritrova tra artisti anche famosi come Turcato e Vedova. Un segno sottile, sofisticato, concettuale e poetico allo stesso tempo contraddistingue il tratto incisorio di Américo Di Gregorio, un intervento effettuato su supporto di compensato sul quale poi l’artista interviene con colori quasi sgocciolati e non sempre tesi a campire circostanziate zone iconiche. Il più delle volte, infatti Di Gregorio, sconfina volutamente i margini delle forme inondando di armoniose cromie figure umane in movimento che sembrano accavallarsi, scontrarsi, incontrarsi. Corpi in movimento e coinvolti, forse loro malgrado, nella vita che è drammatica, che è lotta, che è urlo.
Alcuni quadri sembrano dei “non finiti” ed in questi la sensibilità così risparmiata si avvalora giocando rimandi mentali quali brevi sequenze formali date con estrema raffinatezza così come raffinato è l’aspetto semantico che muove il nostri artista, cosi vicino alla verità delle cose, anzi identificato in esse mediante un fare discreto, silenzioso, meditativo.
L’atteggiamento esistenziale e linguistico di Américo, del resto, si afferma in maniera autonoma; egli, infatti, afferma i propri valori attraverso i mezzi visivi adoperati che spesso lo situano su fronti espressivi atti a rinnovare in modo quanto mai originale visioni arcaiche. Molti suoi lavori possono dirsi graffiti metropolitani cui si coniugano risonanze ancestrali quali esiti di una realtà astratta fino alle se forme essenziali, più recondite e, proprio per questo, in grado di esprimere la vera essenza di quella stessa realtà.
Gianluca Mantovani è nato nel 1974 a Livorno, città dove vive e opera. Nel 2004, spinto dall’innata passione per il disegno e raggiunta una maturità personale, inizia da autodidatta a cimentarsi nella pittura ad olio. Livorno, città dei macchiaioli, lo avvicina inizialmente all’impressionismo: le prime opere risentono infatti fortemente di tali caratteristiche ma la sua ricerca artistica e la sperimentazione lo hanno spinto ad avvicinarsi ad altri stili, fino all’incontro con il suo maestro Bruno Di Maio. Avvicinandosi alla pittura realista trova quella che considera l’espressione artistica a lui più congeniale. La ricerca della perfezione nella realizzazione dal vero diventa fonte di stimolo e soddisfazione personale e ciò gli permette di mettere a frutto la sua abilità nel riprodurre particolari nel figurativo. Le sue opere sono caratterizzata da vigorosi contrasti, suadenti giochi di luci e ombre. Un cromatismo sempre armonioso ed una assoluta, ormai spontanea, perfezione del disegno rivelano il suo amore e il valore che dà alla pittura.
Eva Pianfetti nasce a Torino nel 1980. Dopo la laurea all’Accademia di Belle Arti di Torino nel 2005. Attualmente, oltre a proseguire la sua produzione nel campo delle arti visive, si sta avvicinando al mondo della scrittura – mondo che la affascina fin dall’infanzia e che l’ha oggi portata a decidere di tornare a studiare, iscrivendosi alla facoltà di Lettere di Torino – e del teatro. Tra i suoi progetti futuri rientra la realizzazione di uno spettacolo teatrale riecheggiante il “Teatro della Crudeltà” professato da Antonin Artaud.
‘…ho sviluppato fin dall’infanzia una emotiva propensione per la scrittura. Il desiderio di narrare mi ha accompagnata per lunghi anni accostandosi e venendo talvolta sovrastato da un altro mezzo espressivo-comunicativo: la pittura. E con questa, il disegno. Introversa all’estremo, ho imparato a esprimere gli interrogativi e le riflessioni del mio essere nel mondo attraverso le parole scritte e in seguito tramite linee e colori. Cerco di creare, attraverso immagini e parole, dialoghi tangibili, criticabili, in grado di stimolare il pensiero e mettere in movimento le menti di coloro che guardano, leggono, ascoltano. Ritengo la comunicazione una delle principali forme di crescita e sviluppo dell’intelletto umano, parallelamente all’insegnamento – non dottrinale, ma vivo e pulsante. Non si cresce – mentalmente, intellettualmente – da soli, ma attraverso il contatto con l’altro da noi, il diverso, l’indefinito che mai possiamo cogliere nella sua astratta interezza. Cercare di conoscere tutti gli aspetti del reale, attivare la mente per ottenere risposte non-usuali, creative, alle domande che ci poniamo ogni giorno, aprire gli occhi su quella che è la verità nascosta nella quale quotidianamente naufraghiamo. Questa la mia meta. Una delle tante.
Nei miei dipinti ombre e doppi si agitano e fuggono dalle individualità umane rappresentate. Segnali stradali intervengono talvolta per indicare limiti, blocchi, paure di un genere umano alterato nella sua naturalità, oltre che per creare un contatto diretto con la contemporaneità, favorendo l’identificazione dello spettatore nei soggetti rappresentati. Colori ora acquerellati, ora densi e corposi si alternano sulla tela solo parzialmente preparata con del gesso. La tela non trattata assorbe ed espande i colori, contrastando con la brillantezza e la stasi dei colori fissati sul gesso. Contorni realizzati a matita grassa creano arabeschi sulla tela, definendo le figure e giocando con le forme.’
Angela Valentini nata a Sant’Elpidio a Mare nel 1958, dopo aver conseguito la maturità artistica presso il Liceo Artistico di Porto San Giorgio, ha frequentato il corso di Pittura all’Accademia di Belle Arti di Urbino, diplomandosi nel 1980 sotto la direzione del maestro Elio Marchigiani. Alla sua formazione inoltre hanno contribuito in maniera preminente i numerosi contatti avuti con il maestro Remo Brindisi. Nello stesso anno ha frequentato un corso di cinematografia promosso dalla regione Marche contribuendo alla realizzazione di alcuni documentari per la terza rete. Nel 1990 si è abilitata per l’insegnamento di Discipline Pittoriche. Dal 1990 in poi il suo percorso creativo si è sviluppato ed esteso nel tempo verso sperimentazioni nei diversi campi come: Pittura, Grafica, Designer, Decorazione, Fotografia e Restauro. Lavora tutt’ora come pittrice per numerosi privati ed enti pubblici. Ha partecipato a diverse esposizioni collettive. Nel 2007/2008 ha vinto il Primo Premio al Concorso d’Arte e Decorazione Aerostatica G.Forlini ”Affreschi Volanti” realizzando opere pittoriche su mongolfiere di grandi dimensioni.
Galleria RossoCinabro
Via Raffaele Cadorna 28, 00187 Roma
tel. 06 60658125
www.rossocinabro.com rossocinabro@gmail.com
aperto no-stop da lunedì a venerdì 11:00 – 19:30
IMPRECISIONI
IMPRECISIONI
12 –23 luglio 2010
a cura di Cristina Madini
Con una mostra di opere recenti degli artisti Carolina Barbolla, Philippe Bassett, Francesco Contarini, Gianpiero De Gruttola, Américo Di Gregorio, Claudio Missagia e Cristina Madini che è anche la curatrice, RossoCinabro ha inaugurato lunedì 12 luglio la mostra collettiva ‘Imprecisioni’. Sono quasi tutte tele ad olio sia di grandi che di piccole dimensioni, presente anche qualche incisione su legno ed opere di tecnica mista.
E’ un viaggio come dice il titolo nell’imprecisione, non intesa come superficialità o mancanza di accuratezza, ma come tratto o colore inesatto, poco preciso, direi imperfetto.
Sono linee dell’anima, situazioni della vita di ognuno. Vani estetismi, linee talvolta evase, talvolta vacue per ritornare con tratti imprecisi nella visioni di questi artisti.
Artisti ai quali non interessa l’illusione suscitata dalla pittura, ma nel nome di una assoluta libertà espressiva, con diversi stili e modi di interpretare il moderno anti-naturalismo mantengono l’attinenza col soggetto. Non limitano le possibilità creative che la figurazione impone, ma mettono in gioco la propria sensibilità, rompendo quelle regole e quei confini considerati invalicabili, distraendosi dal reale e proiettando sulla tela quello che i loro occhi, unici selettori, interpretano.
La più giovane Carolina Barbolla è un’artista di Roma di 17 anni. Sta studiando Grafica pubblicitaria. La sua tecnica è l’acrilico. L’arte di Carolina è tutta giocata sui ritmi, sul movimento, sulla tensione delle forme, che si evidenzia nell’universo variato e complesso della sua pittura. L’atto pittorico, pur rimanendo fondamentalmente astratto, diventa carico di impulsi immaginifici e suggestioni.
Philippe Bassett nasce a Parigi nel 1955. Inizia nel 1975 la sua partecipazione a rassegne ed esposizioni. La sua tematica è varia ed affida alla fantasia la caratterizzazione dei motivi che più frequentemente ricorrono nelle sue opere. E’ un artista chiaramente influenzato dalle avanguardie storiche dei primi del novecento, la sua pittura ad olio su tela ha un cromatismo forte e contrastante. Bassett interpreta la pittura per grandi cicli pittorici; significativi quelli dedicati alle stagioni, al circo a Venezia, molto interessanti per l’ordine compositivo.
Maurizio Carpanelli nasce a Bologna nel 1946. La sua caratteristica principale è il dato materico, le paste altissime formano l’immagine quasi in assenza di disegno, per pura vibrazione luminosa: un dato che vale anche come conferma della volontà del pittore di “inventare” l’immagine, di scommettere su di un risultato non sempre prevedibile. Ciò svela la natura più vera della passione di Carpanelli: misurare le proprie emozioni con il metro di una regola alla quale non si può sfuggire, ma che ogni volta è possibile rimettere in discussione, attraverso l’ingegno, il gusto per la sperimentazione e la ricerca, per vedere come va a finire, per poter vedere ancora una volta una piazza, una collina, un volto come se fosse la prima volta.
Francesco Contarini, pittore autodidatta, espone due acrilici su tela. I colori puri, il segno marcato, donano carattere e dinamicità ai suoi personaggi. La sincerità con cui dipinge fa si che i suoi personaggi prendano forza nell’imprecisione delle loro forme, riportando alla mente alcune esperienze dell’Art Brut. Queste opere sono fortemente istintive, spontanee. La sua istintività diventa dinamismo, l’ingenuità chiarezza.
Gianpiero De Gruttola nasce ad Avellino nel 1983. Trasferito a Torino sta ancora frequentando il corso di pittura presso l’accademia Albertina. I suoi lavori sono parte di progetti in divenire. L’opera presentata in questa mostra è ‘Circle line’ un doppio ritratto ad olio e smalto su tela; un Giano bifronte, nel quale l’artista si dibatte sul tema della dicotomia dell’essere. Passato e futuro, ciclo sonno veglia, sogno e realtà e con essi la ricerca e la creatività determinano la necessità di scandagliare nel profondo dell’animo una ridefinizione del sé, dell’essere e del sentire opponendosi come aveva bene visto Montale al vaticinare di un pragmatismo e di un materialismo soffocanti.
Américo Di Gregorio nasce in Venezuela. Arrivato in Italia a Roma, si ritrova tra artisti anche famosi come Turcato e Vedova. Un segno sottile, sofisticato, concettuale e poetico allo stesso tempo contraddistingue il tratto incisorio di Américo Di Gregorio, un intervento effettuato su supporto di compensato sul quale poi l’artista interviene con colori quasi sgocciolati e non sempre tesi a campire circostanziate zone iconiche. Il più delle volte, infatti Di Gregorio, sconfina volutamente i margini delle forme inondando di armoniose cromie figure umane in movimento che sembrano accavallarsi, scontrarsi, incontrarsi. Corpi in movimento e coinvolti, forse loro malgrado, nella vita che è drammatica, che è lotta, che è urlo.
Alcuni quadri sembrano dei “non finiti” ed in questi la sensibilità così risparmiata si avvalora giocando rimandi mentali quali brevi sequenze formali date con estrema raffinatezza così come raffinato è l’aspetto semantico che muove il nostri artista, cosi vicino alla verità delle cose, anzi identificato in esse mediante un fare discreto, silenzioso, meditativo.
L’atteggiamento esistenziale e linguistico di Américo, del resto, si afferma in maniera autonoma; egli, infatti, afferma i propri valori attraverso i mezzi visivi adoperati che spesso lo situano su fronti espressivi atti a rinnovare in modo quanto mai originale visioni arcaiche. Molti suoi lavori possono dirsi graffiti metropolitani cui si coniugano risonanze ancestrali quali esiti di una realtà astratta fino alle se forme essenziali, più recondite e, proprio per questo, in grado di esprimere la vera essenza di quella stessa realtà.
Claudio Missagia nasce a Valdagno nel 1959, ma a Venezia trae la sua ispirazione. Muovendosi tra astrazione e figurazione, la pittura di Claudio Missagia utilizza diverse tecniche, dal collage al fluire libero della pittura fino all’utilizzo di inserimenti di elementi ornamentali. I temi preferiti riguardano la natura morta, i tappeti, antichi documenti, lettere e mappe. Attualmente lavora anche per acquisire le trasparenze fredde e delicate di vetri, lampadari, bottiglie ecc.
Cristina Madini, Nasce a Roma nel 1961. Dopo la laurea in Architettura si è occupata principalmente di pittura. Madini pittrice si nota in occasione di una mostra che inaugurava alla Biblioteca Ostiense nel giugno del 2003. In questa personale si leggeva con chiarezza quella frantumazione della memoria o dissoluzione dei ricordi, che diventerà poi una peculiarità costante; pittrice figurativa, ma dove la figurazione viene sottoposta a scomposizioni analitiche. Madini era già, nella memoria, una viaggiatrice, soprattutto verso i paesi d’oriente. Legge molti libri e in questo senso il suo immaginario è stimolato da diverse e complesse fantasticazioni che pulsano nelle sue tele, quasi un furore barocco, mediato da un’autonomia di natura surreale.
Parallelamente alla sua carriera di pittrice si svolge quella di curatrice con la mostra sul Dualismo nella la Biblioteca Elsa Morante in collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma (2005). Nel 2006 Le stanze segrete collettiva esposta nelle Biblioteche Comunali di Roma Elsa Morante e Corviale. E’ stata una delle fondatrici dell’Associazione Espressioni d’Arte, ricoprendo per un anno il ruolo di VicePresidente. Attualmente sotto la sua direzione artistica ha preso vita un nuovo progetto espositivo con un ricco e variegato programma di mostre presso la Galleria RossoCinabro a Piazza Giuseppe Mazzini, 6 Palombara Sabina (RM) e quella di Via Raffaele Cadorna, 28 a Roma.
Ufficio stampa Tomaso Costa
Via Raffaele Cadorna, 28 00187 Roma
tel. 06 60658125 cell. 3343422616
da lunedì a venerdì 12:00 – 19:30
ingresso libero
EGO

'Obscure narrative - Myriam & the little man' tecnica mista su tavola 80x80 di Claudia Emanuela Coppola
La cosa più fastidiosa e pericolosa è oggi avere un’identità immutabile, perché c’è il rischio che diventi obsoleta. Questo rischio diventato madre delle paure postmoderne è, l’inadeguatezza. In quest’epoca postmoderna il fenomeno dell’identità è molto ambiguo, segue percorsi molto frammentari in continuo divenire, non è data una volta per sempre ma è in continua trasformazione. L’identità ci si rivela unicamente come qualcosa che va inventato piuttosto che scoperto; come il traguardo di uno sforzo, un obiettivo, qualcosa per cui è necessario lottare e che va poi protetto attraverso altre lotte ancora. Ma la fragilità e lo status di perenne provvisorietà dell’identità non possono più essere celati.
Dare forma ad un proprio pensiero per un artista significa scoprire il significato della propria vita. Il pensiero si trasforma come la semplice espressione di un’autobiografia. Sentire la propria personalità come un enigma o come uno strumento di rivelazione può aiutare ad elevarsi e oltrepassare se stessi. Ciò che colpisce nella mostra romana è accorgersi che gli artisti di oggi non si limitano più all’autoritratto, alla presentazione di immagini singole di sé stessi, ma hanno bisogno di tematizzare tutto il processo della loro ricerca o definizione identitaria. Esprimono, quindi, attraverso differenti linguaggi le mappature dell’essere, le stratificazioni della coscienza, le architetture dell’ego. I loro lavori diventano pieghe corporee e luminosità che mettono in luce l’ingannevole gioco delle apparenze. La ricerca dell’identità come sradicamento, uscire dal mazzo, essere diversi e in quanto tali unici.
In questi giorni della 3° Edizione della The Road to Contemporary Art romana le più prestigiose gallerie nazionali ed internazionali riscopriranno il piacere di progettare un’esposizione unica in edifici di alto valore storico e architettonico; artisti internazionali già stanno arrivando in città per sperimentare le infinite suggestioni che Roma offre loro per preparare progetti unici e site specifici; i collezionisti, provenienti da ogni parte del mondo, saranno invitati e ospitati nei giorni della fiera; gli ospiti avranno accesso ad un ricco programma culturale.
Espongono: Annamaria Biagini, Giovanna Corsale, Claudia Emanuela Coppola, Miriam De Berardis, Nicola Giampietro, Cristina Madini, Greco Mana, Dina Moscato, Umberto Salmeri, Mario Tonino
A cura di Cristina Madini
Dal 24 al 30 maggio 2010
RossoCinabro
Via Raffaele Cadorna 28
00187 Roma
tel: 06-60658125
www.rossocinabro.com
aperto da lunedì a venerdì 12-19
sabato e domenica dalle 19 in poi
ingresso libero
Come raggiungerci
Metro A e B (Termini)
Autobus:
Fermata Via Piave 38, 86, 92, 217, 360, M
Fermata Via XX Settembre 16, 30, 36, 60,
61, 62, 84, 90, 492
Fermata Piazza Fiume 120, 490, 491, 495
LUCE, OMBRA
È nota la contrapposizione tra la pittura simbolica o photographia, dal greco scrivere con la luce e la pittura d’ombra o skiagraphia, ovvero disegno d’ombra.
Tecnicamente parlando e con riferimento alla skiagraphia, la pittura alla quale siamo più abituati, dipingere un corpo significa sempre partire da un suo “doppio”, un velo di colore scuro trasparente che ne delimita i contorni e ne fissa, al contempo, il primo abbozzo dei volumi. La luce si rivela e rivela i corpi solo grazie all’ombra che la delimita, la attenua, la esalta. Evochiamo gli antichi miti sull’origine della pittura come “ombra” e “traccia”, come quello narrato da Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Historia secondo il quale una ragazza di Corinto, “presa d’amore per un giovane, e dovendo questi partire, alla luce di una lanterna fissò con delle linee il contorno dell’ombra del viso di lui sulla parete”. Da allora i concetti di ombra e luce hanno accompagnato il percorso della pittura sia come strumenti per riprodurre fedelmente il reale sia come elementi simbolici dalla rilevanza sempre maggiore.
In realtà la rappresentazione delle luci e delle ombre è per sua natura assai complessa, e i metodi messi in atto dai pittori per rappresentare luce, ombre, riflessi, variano continuamente nella storia della pittura.
Il rapporto tra ombra, luce e oggetti genera la nostra visione della realtà e da sempre i pittori hanno dovuto confrontarsi con esso.
In esposizione opere di: Lisbeth dal Pozzo d’Annone, Gianpiero De Gruttola, Daniel Lifschitz, Cristina Madini, Claudio Missagia
A cura di Cristina Madini
10 – 21 maggio 2010
RossoCinabro
Via Raffaele Cadorna, 28
00187 Roma
tel: 06-60658125
da lunedì a venerdì 12-19
ingresso libero
Come raggiungerci
Metro A e B (Termini)
Autobus:
Fermata Via Piave 38,86,92,217,360, M
Fermata Via XX Settembre 16,30,36,60,61,62,84,90,492
Fermata Piazza Fiume 120,490,491,495
Contemporary art
Secondo appuntamento con Contemporary italian art. Il costante impegno nell’ambito della promozione dell’arte contemporanea vede impegnata la Galleria in una serie di mostre e incontri di e tra artisti che vivono e operano in Italia e che presentano nei nostri spazi i loro ultimi lavori. Roma si pone tra le città più impegnate nell’arte contemporanea. L’interesse in questo settore è andato crescendo negli ultimi anni soprattutto nella capitale. Pubblico, privato, musei, spazi espositivi di ogni genere, antico e moderno, stratificazioni, ogni formula è sperimentata per creare interesse e porre l’attenzione ai nuovi linguaggi del contemporaneo.
Filo conduttore dell’esposizione non può che essere quello della versatilità, stili e linguaggi diversi, che passano per le categorie della pittura, mixed media, fotografia e arte digitale.
L’arte oggi ci fa prendere coscienza del reale, aggiungendo un livello di lettura maggiore di quello che abbiamo.
Opere di: Carolina Barbolla, Barbara Bartolone, Gianpiero De Gruttola, Américo Di Gregorio, Marco Folchi, Margherita Joy, Cristina Madini, Pasquale Petrucci
A cura di Cristina Madini
La mostra sarà visitabile in Via Raffaele Cadorna, 28 (Roma centro storico)
Ingresso libero. Apertura dal lunedì al venerdì dalle 12 alle 19.
Orario continuato
Infoline: 06-60658125
Come raggiungerci
Metro A e B (Termini)
Autobus:
Fermata Via Piave 38,86,92,217,360, M
Fermata Via XX Settembre 16,30,36,60,61,62,84,90,492
Fermata Piazza Fiume 120,490,491,495
EROS
Ci sono temi, nell’ambito dell’espressività artistica, che hanno un posto preminente, occupando gli aspetti primari della vita dell’uomo. Riflettendo una ricerca e una necessità dell’animo umano non hanno né età né tempo per cui la loro longevità iconografica non si può confrontare con quella di altre tematiche.
La sfera dell’eros rientra in questo panorama, essendo parte integrante della vita di tutti gli uomini da sempre e per sempre, l’arte si è preoccupata di sottolinearne ogni volta quegli aspetti che le sembravano dovessero assumere valore in quel particolare momento storico.
Neanche l’arte di oggi, in un secolo che ha saputo esaltare l’evoluzione tecnologica, può far a meno di cedere al fascino ancestrale e alla potenza della sessualità e del suo simbolismo.
Riflessioni emerse dalle opere riguardano il viaggio interiore alla ricerca della propria identità, la concezione della vita, lo scorrere del tempo e la sua ciclicità.
Artisti: Sandro Baldoni, Vincenza Costantini, Giuseppe Dente, Américo Di Gregorio, Marco Folchi, Vittorio Gorini, Cristina Madini, Lunia Marchetti, Prienne, Lucia Stella Mele, Nando Ragni, Pasquale Varvicchio
A cura di Cristina Madini
RossoCinabro
Via Raffaele Cadorna, 28
00187 Roma
tel: 06-60658125
7 – 23 aprile 2010
vernice ore 18
apertura dal lunedì al venerdì dalle 12 alle 19
ingresso libero
Come raggiungerci
Metro A e B (Termini)
Autobus:
Fermata Via Piave 38,86,92,217,360, M
Fermata Via XX Settembre 16,30,36,60,61,62,84,90,492
Fermata Piazza Fiume 120,490,491,495
Voglia di leggerezza
30 marzo – 16 aprile 2010
Si sa che la leggerezza è una delle qualità che Calvino auspicava fosse tramandata al nuovo secolo e al nuovo millennio, ma è anche una delle direzioni più evidenti dell’arte contemporanea, che riflette su quest’idea di sospensione, allontanamento dal mondo reale. Vedere dall’alto, con distacco, un caos contemporaneo, sfidando la gravità. Leggerezza come libertà da ogni ideologia, da ogni verità costituita. Allegria e spensieratezza, che insieme all’ironia che spesso auspichiamo, mi pare ben adatta alla nostra stanchezza occidentale, alla nostra voglia di dimenticare, di fermarci un attimo a ritrovare noi stessi per capire meglio il mondo che ci circonda.
Espongono: Riccardo Battigelli, Carlo Chechi, Andreina Guerrieri, Furio Innocenti, Cristina Madini, Letizia Marabottini, Paolo Repetto.
A cura di Cristina Madini
Ufficio stampa Tomaso Costa
Organizzazione e promozione RossoCinabro
RossoCinabro
Via Raffaele Cadorna, 28
(zona Centro storico)
00187 Roma
tel. 06-60658125
vernice ore 18
apertura dal lunedì al venerdì dalle 12 alle 19
ingresso libero
Come raggiungerci
Metro A e B (Termini)
Autobus:
Fermata Via Piave 38,86,92,217,360, M
Fermata Via XX Settembre 16,30,36,60,61,62,84,90,492
Fermata Piazza Fiume 120,490,491,495
UNTITLED
La scelta di non titolare la mostra rientra nell’intento di lasciare alle opere, libero spazio espressivo, partendo da un concetto di genesi che per molti non ha bisogno di un incipit, una partenza letteraria o filosofica da cui scaturisce il momento creativo. Untitled indaga proprio questa natura inconscia dell’opera attraverso una diversa mentalità, più legata alle emozioni intense dell’individualità e di una pittura che ritrova il suo valore all’interno dei propri procedimenti. In mostra: Carolina Barbolla, Marco Folchi, Margherita Joy, Cristina Madini, Novella Parigini, Ferdinando Ragni, Carlotta Schiavio.
A cura di Cristina Madini
18 – 26 marzo 2010
RossoCinabro
Via Raffaele Cadorna, 28
00187 Roma
tel. 06-60658125
ingresso libero
dal lunedì a venerdì 12-19
vernice ore 18
Come raggiungerci
Metro A e B (Termini)
Autobus Fermata Via Piave 38, 86, 92, 217, 360, M
Fermata Via XX Settembre 16, 30, 36, 60, 61, 62, 84, 90, 492
Fermata Piazza Fiume 120, 490, 491, 495
I AM
Con la mostra I am, RossoCinabro vuole mettere in scena opere che hanno come tema la trasformazione di elementi autobiografici in esperienza estetica.
‘Le ragioni che mi hanno spinto a dedicare questo tema all’autobiografia è il chiedermi qual è la relazione degli artisti con la vita. Ponendoci le stesse domande e avendo le stesse paure, ci sono più paralleli tra noi tutti che differenze.
Alcuni lavori autobiografici costruiscono una storia compiuta attraverso l’unione di piccole storie o esperienze; altri mostrano solo l’aspetto soggettivo dell’artista, come percepisce il mondo o come vede la vita.
Alcuni, partendo da tecniche di documentazione anche comuni, come il diario, la corrispondenza epistolare, le foto di famiglia o più semplicemente i ricordi, creano dei lavori che costituiscono vere e proprie narrazioni.
Alcune opere permettono anche di pensare al modo in cui ognuno di noi riflette su sé stesso, a come documentiamo i nostri atti, a come conserviamo, dipingiamo o rappresentiamo le cose che sono importanti nella vita.
Vivendo in un periodo molto esibizionista nella quale i confini tra il privato e il pubblico, anche nella nostra vita, sono sempre in movimento, trovo interessante osservare come gli artisti definiscono questi confini’.
Opere di: Annick Solange Augier, Serena Basei, Elena Candoli, Federica Di Carlo, Gianpiero De Gruttola, Giuseppe Dente, Cristiana Di Meo, Nino Ninotti, Silvio Pancheri, Mauro Romano, Umberto Salmeri, Carlotta Schiavio, Shiribia, Pasquale Varvicchio
A cura di Cristina Madini
8 – 26 marzo 2010
vernice ore 17
RossoCinabro
Via Raffaele Cadorna, 28
00187 Roma
tel. 06.60658125
dal lunedì al venerdi 12 – 19
ingresso libero
Come raggiungerci
Metro A e B (Termini)
Autobus Fermata Via Piave 38, 86, 92, 217, 360, M
Fermata Via XX Settembre 16, 30, 36, 60, 61, 62, 84, 90, 492
Fermata Piazza Fiume 120, 490, 491, 495








